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Rifò: parte dal crowdfunding la moda fatta con la plastica riciclata

Tutta la filiera industriale della plastica è al lavoro attorno a tavoli di discussione e azioni concrete al fianco di associazioni ambientaliste per ridurre il peso dei rifiuti sull'ambiente. Un grande sostegno è offerto dal lavoro continuo di ricerca e sviluppo sui polimeri, per cercare di rendere maggiormente riciclabili queste materie prime e per inserirle nuovamente, una volta riciclate, nell'economia circolare.

Uno dei casi di successo è Rifò, brand di abbigliamento che realizza capi eticamente ed ecologicamente corretti, sfruttando fibre e polimeri riciclati. Come canale di vendita per questi capi Rifò ha scelto la piattaforma di crowdfounding Ulule, già utilizzata anche da Quagga che realizza giacche e magliette con filati prodotti dalle bottiglie di plastica riciclate.

I consumatori ormai sempre più attenti alla moda etica, cruelty free e sostenibile, portano una vera e propria innovazione nella richiesta di beni. Per questo le aziende si allineano alla domanda, sperimentando tecnologie innovative che permettano di ricavare dalla plastica delle bottiglie, tessuti sempre più performanti.

Rifò nasce a Prato e realizza magliette di cotone sostenibile, utilizzando fibra rigenerata, ottenuta dagli scarti di produzione. Questa, viene rafforzata con il poliestere ricavato dalle bottiglie di plastica. Si tratta di fibre traspiranti ma anche leggere e resistenti, con il quale è possibile confezionare capi di abbigliamento come felpe, giacche e t-shirt.

Rifò ha anche analizzato a fondo il problema del consumo di acqua nella produzione di capi in cotone. Si conta che per produrre una sola t-shirt è necessario utilizzare una media di 2.700 litri di acqua. Questo è un problema a cui i progettisti di Rifò hanno trovato la soluzione. Utilizzando cotone rigenerato, una t-shirt per essere prodotta necessiterà solo di 30 litri di acqua. Per cui, con una produzione media di 90 magliette Rifò risparmia nel processo di creazione 240.300 litri di acqua, riutilizzando quasi 500 bottigliette di plastica.

Per essere ecosostenibile al 100%, Rifò riduce anche il consumo di pesticidi e concimi chimici, grazie all’utilizzo di filati di cotone rigenerato. Tutta la produzione avviene nel distretto tessile di Prato, da sempre all’avanguardia nel campo dell’abbigliamento.

Rifò, grazie all’iniziativa #2lovePrato, realizza anche attività filantropica. Per ogni acquisto di una maglietta, due euro verranno donati a diverse fondazioni impegnate al preservo dell’ambiente: Fondazione Ami, Legambiente Prato e Fondazione Opera S. Rita.

La ricerca come arma contro l’inquinamento

Il general manager di Ulule, Fabio Simonelli celebra il successo di Rifò e Quagga che, per essere realizzate, necessitano del contributo della collettività. È importante sostenere queste nuove realtà che indirizzano il mercato verso una scelta di responsabilità, legata al sociale ma anche al profitto economico, creando nuove opportunità di lavoro e connessioni sul territorio.

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