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La ricerca Censis. L’alto valore d’uso della plastica

Nel numero 30 della nostra newsletter abbiamo pubblicato la sintesi della prima parte della ricerca che il Censis ha condotto sul ruolo e sulla percezione della plastica da parte degli Italiani. Di seguito pubblichiamo la seconda parte che riporta dati estremamente interessanti. 

Utile è il primo aggettivo che la plastica evoca nell’immaginario degli Italiani, così, infatti, ha risposto il 22,1% degli intervistati. L’utilità, dunque, come requisito primo di un materiale percepito come fondamentale per le sue proprietà e perché ha reso la vita degli Italiani migliore e più semplice.

Altri termini di segno positivo, associati a utilità ed evocati dalla plastica, sono: - versatile, indicato dal 14,9% degli intervistati, che richiama la capacità di aderire ad una molteplicità di ambiti, esigenze, funzioni, con effetto netto la semplificazione e il miglioramento della vita delle persone; - riciclabile, indicato dal 13,9%, definizione strategica sia rispetto al nuovo contesto di valori della sostenibilità, che rispetto alle soluzioni decisive per far dispiegare il valore della plastica nella contemporaneità.

La plastica quindi non solo materiale utile e dagli utilizzi molteplici, ma che contiene in sé anche le proprietà per risolvere il problema più grande che le viene attribuito: l’inquinamento, quando, purtroppo, viene abbandonata e non viene avviata verso la filiera del riciclo.

La conoscenza della piena riciclabilità del materiale 

Il 96,4% degli Italiani sa che gli imballaggi in plastica possono essere riciclati per dare origine a nuovi materiali e prodotti utilizzabili nella vita quotidiana; tra questi, il 74,5% ha conoscenza esatta di quale sia la concretizzazione dell’attività di riciclo di tali imballaggi, mentre il 21,9% ne ha una conoscenza piuttosto generica. Solo un residuale 3,6% afferma, invece, di non essere a conoscenza della riciclabilità degli imballaggi in plastica. Ad averne una consapevolezza più alta sono le donne (75,3%), i laureati (78,2%) e i residenti nelle regioni del Nord-Est (81,4%); comunque le quote di persone che ne hanno piena consapevolezza sono nettamente maggioritarie in modo trasversale a gruppi sociali e territori.

Nel lungo periodo campagne di sensibilizzazione e implementazione dei sistemi di riciclo dei rifiuti urbani hanno contribuito a diffondere tra la popolazione, da un lato, una maggiore etica ambientale e, dall’altro, una certa consapevolezza della sostenibilità, attraverso il riciclo della plastica in antitesi con la stigmatizzazione di stampo ideologico che la indica come irriducibilmente non eco-friendly.

Dell’utilità del riciclo

L’indagine ha consentito di andare oltre l’analisi dei soli gradi di conoscenza della riciclabilità, e di valutare l’importanza che gli Italiani attribuiscono alla riciclabilità e al reimpiego in termini di esiti e anche di valutazione della plastica stessa. Il 74% dei cittadini intervistati giudica utile il riciclo della plastica perché la emancipa dal disvalore dell’inquinamento che, come rilevato, si condensa nella fase finale del ciclo di vita del prodotto o imballaggio e ne consente il riutilizzo esaltandone le proprietà di materiale poliedrico dai tanti possibili impieghi.

I benefici netti

Oltre al grado di conoscenza e all’utilità percepita del riciclo, si è analizzata la consapevolezza relativa ai vantaggi che esso è in grado di generare.

L’attenzione prevalente dei cittadini è rivolta ai rifiuti e alle tante problematiche del loro smaltimento: infatti, il 51,9% degli Italiani, quota che sale al 54,8% dei residenti nei Comuni con oltre 100.000 abitanti, ritiene che il vantaggio primario del riciclo degli imballaggi in plastica consista nella riduzione del volume dei rifiuti e del numero delle discariche. È evidente quanto sia ormai radicato nell’opinione pubblica italiana il tema del generale smaltimento dei rifiuti come esito delle diverse crisi urbane sulla questione, che in alcuni casi sono emerse in modo plateale e come vera e propria emergenza, e in altri in forma meno ultimativa ma comunque in grado di condizionare la qualità localistica, minuta, della vita di persone e comunità.

La matrice dei vantaggi indotti dal riciclo della plastica è ampia e di essa hanno una diffusa consapevolezza i cittadini: il 77,4% degli Italiani ritiene che l’attivazione del riciclo e del reimpiego della plastica conduca ad una situazione in cui i vantaggi legati all’utilizzo della plastica saranno superiori agli svantaggi.

Il riciclo cambia il rapporto benefici-costi legati all’uso della plastica, perché ne azzera l’impatto negativo sull’ambiente e la rende combustibile per l’economia circolare.

Il 45,9% degli Italiani è convinto che i vantaggi siano superiori agli svantaggi grazie al riciclo, perché così la plastica contribuisce alla sostenibilità del pianeta; il 31,5% invece rileva che il riciclo dei materiali plastici crea opportunità di fare impresa e posti di lavoro aggiuntivi e genera innovazione.

In estrema sintesi, il percorso di raccolta differenziata, riciclo e reimpiego dei materiali plastici oltre a generare:

- contenimento della produzione di rifiuti e abbassamento della pressione sulle discariche;

- riduzione del consumo di materie prime e relativo risparmio energetico, contrazione delle emissioni di anidride carbonica;

- sviluppo di tecnologie sempre più verdi e amiche dell’ambiente con relativa attivazione di nuova imprenditorialità e occupazione;

porta ad un set di vantaggi che rende assolutamente positivo il bilancio economico e sociale legato ai materiali plastici.

LA PLASTICA NELL’ECONOMIA CIRCOLARE

Elevato valore d’uso riconosciuto e apprezzato, riciclabilità come proprietà primaria che azzera il negativo impatto ambientale rendendo i benefici dell’impiego della plastica nettamente superiori ai costi: ecco i pilastri della percezione sociale della plastica da parte degli Italiani.

49 milioni di Italiani considerano la plastica fondamentale in ambiti come ad esempio gli imballaggi, la conservazione degli alimenti, l’high tech o la sanità, decisivi per la qualità della vita e il benessere individuale e collettivo;

39 milioni sono a conoscenza del fatto che riciclandola si potrebbero creare nuovi materiali e prodotti utilizzabili nel quotidiano;

38 milioni considerano il riciclo e il reimpiego le soluzioni praticabili che consentirebbero di valorizzare la poliedricità e gli infiniti utilizzi possibili della plastica emancipandola dall’inquinamento.

Riciclare è la parola chiave che può fare la differenza, consentendo di trovare una via d’uscita rispetto ad abbandoni dell’utilizzo del materiale, improvvisati ed autolesionisti. Prevale tra gli Italiani un consapevole pragmatismo su uso e ruolo della plastica, agli antipodi delle condanne ideologiche e pregiudiziali che indicano l’inquinamento come l’esito ineludibile delle proprietà del materiale e non, come invece correttamente ritiene la maggioranza degli Italiani, una risultante patologica della mancata attivazione in alcune aree del Paese delle attività di raccolta differenziata, che ne permette il riciclo.

E proprio l’attivazione piena ed efficiente della filiera del riciclo secondo gli Italiani consentirebbe di massimizzare il valore sociale della plastica poiché:

- per il 77,4% renderebbe i vantaggi dell’uso della plastica superiori agli svantaggi. Per il 45,9% degli Italiani contribuirebbe alla nuova sostenibilità del pianeta e per il 31,5% perché in tal modo sarebbero generate opportunità per creare nuove imprese, occupazione aggiuntiva e innovazione;

- per il 51,9% degli Italiani potrebbe generare la riduzione del volume dei rifiuti e del numero di discariche, per il 47,4% un risparmio energetico, con riduzione nel consumo di materie prime e produzione di nuova energia, per il 46,2% consentirebbe di ottenere nuove materie prime secondarie e per il 21,9% genererebbe un ecosistema con un bisogno sistematico e continuativo di tecnologie sempre più efficienti ed efficaci, con un notevole stimolo all’innovazione.

La riciclabilità delle materie plastiche e il connesso reimpiego nella produzione di nuove materie prime secondarie utilizzabili è il presupposto della sua potenziale collocazione sulla frontiera più avanzata dell’economia circolare. Gli Italiani ne sono consapevoli e, come rilevato, non scambiano un deficit sociopolitico e culturale come la mancata generalizzazione di raccolta differenziata e di conseguenti riciclo e reimpiego, con presunte proprietà del materiale plastica.

È una priorità quella di spiegare gli effetti dell’attività della filiera per la raccolta, il riciclo e il recupero. Su questo piano l’Italia ha dato segnali importanti, anche se ancora non sufficienti:

- la raccolta differenziata era il 7% del totale rifiuti nel 1996 ed è il 52% nel 2016 (Ispra, Istat);

- la quantità pro-capite di imballaggi in plastica riciclati è pari nel 2015 a 14,4 kg/abitante, e a 876 migliaia di tonnellate (+60% in dieci anni), valore più alto della media Ue a 28 Paesi che è invece pari a 12,4 kg/abitante (Eurostat, Ispra);

- il recupero totale dell’immesso al consumo degli imballaggi plastici plastici nel 2016 è pari all’83,2% (Ispra)

La filiera di raccolta, riciclo e reimpiego sta generando risultati importanti che si condensano in più raccolta differenziata, nelle Regioni più consolidate, più riciclo meccanico di rifiuti di imballaggi in plastica provenienti dalla raccolta differenziata e maggior risparmio energetico. Tutto ciò genera valore economico e sociale aggiuntivo, come ad esempio la riduzione del volume di rifiuti avviato alle discariche particolarmente apprezzato dai cittadini, il risparmio energetico e la riduzione di emissioni di CO2. In definitiva, la ricerca ha evidenziato con estrema chiarezza che gli Italiani sono convinti che la plastica abbia un elevato valore d’uso a cui non vogliono rinunciare e, per preservarlo, chiedono di abbatterne il costo sociale indotto dal suo abbandono nell’ambiente.

Scarica la sintesi completa dei principali risultati

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