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Il valore sociale della plastica

Si è tenuto a Milano, in apertura della Design Week, il convegno “Industria, estetica, design, sfida ambientale: il valore sociale della plastica” che ha visto la partecipazione di Antonello Ciotti presidente Corepla, dello scrittore e chimico Marco Malvaldi, del sociologo Francesco Morace, oltre all’imprenditore Mario Luca Giusti, al Direttore generale del Censis, Massimiliano Valerii e Giangiacomo Pierini Direttore Comunicazione e Affari istituzionali di Coca Cola HBC Italia. Tutti gli interventi hanno affrontato il tema della plastica sotto diversi punti di vista, tutti convergenti nel riconoscere alla plastica un innegabile valore sociale e al riciclo il compito di salvaguardia ambientale.

Antonello Ciotti ha sottilineato il valore sociale della plastica che, a partire dagli anni 60 ha democratizzato i consumi favorendo  benessere e  qualità della vita dei cittadini. Nel nuovo  millennio si sono imposte nuove sfide che riguardano in particolare la tutela dell’ambiente; la sostenibilità è quindi diventata una variabile cruciale. Design ed ecodesign degli imballaggi  in plastica sono chiamati a raccogliere le nuove sfide per permettere un riciclo di qualità.

Il sociologo Francesco Morace ha messo in evidenza come il concetto di sostenibilità non vada affatto a braccetto con il concetto di “decrescita felice” quanto piuttosto con rispetto dell’ambiente, della salute e del benessere delle persone. In questa ottica la plastica da grande nemico diventa un alleato: leggera, resistente, semplice da produrre, low cost, una protagonista della “social innovation”.

Marco Malvaldi ha aggiunto che la nostra civiltà è basata sulla trasmissione di elettricità e uso di informazioni elettroniche che non sarebbero possibili senza isolamento elettrico e quindi impossibili senza la plastica. La plastica è un elemento vitale per l’economia e la società, si può affermare che è la regina del quotidiano.

Giangiacomo Pierini, Direttore Comunicazione Coca-Cola HBC Italia ha citato il percorso della società: “In Italia abbiamo introdotto le bottiglie in PET nei primi anni 80, scegliendo un materiale da subito riciclabile al 100%. La plastica non è oggi sostituibile: è leggera, versatile e garantisce la massima sicurezza al consumatore, oltre ad aver un ridotto impatto ambientale rispetto ad altri materiali d’imballaggio. Nel tempo abbiamo ridotto il peso delle bottiglie per risparmiare materia prima, e abbaiamo introdotto PET di origine vegetale e PET riciclato. Entro il 2030 contiamo di utilizzare il 50% di plastica riciclata. Insieme ai Consorzi, abbiamo attivato progetti di formazione sul riciclo, una problematica che non può che essere condivisa”.

“Non v’è dubbio che quando si affronta il tema della plastica senza pregiudizi appare evidente a tutti che si tratta di un prodotto utile e insostituibile” commenta Marco Omboni presidente Pro.Mo – Gruppo produttori stoviglie monouso in plastica. “La sfida che tutti siamo chiamati a raccogliere è il riciclo. E per tutti intendo i cittadini ai quali si chiede un comportamento corretto ed evitare la dispersione di rifiuti sul territorio, le istituzioni che dovrebbero favorire lo sviluppo dell’economia circolare con provvedimenti legislativi coerenti, e le aziende produttrici di articoli in plastica che devono facilitarne la riciclabilità.”

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