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Lo sapevi che...

Si trova al Sud il Comune italiano che ricicla di più

È San Lorenzo Maggiore, che si trova in Campania, il Comune più “riciclone” d’Italia. Lo rivelano i dati dell’Istituto Superiore per la Ricerca e la Protezione Ambientale.
San Lorenzo Maggiore è un Comune di poco più di 2000 abitanti e ha raggiunto la percentuale del 94,4% di raccolta differenziata (la media della provincia di cui fa parte, Benevento, è 69,3%. La Campania è un’isola felice nel Sud in fatto di raccolta differenziata e riciclo.

 

In Svezia nasce il primo centro commerciale del riuso e del riciclo

È stato inaugurato ReTuna Återbruksgalleria il primo centro commerciale esclusivamente dedicato alla merce di seconda mano e all’upcycling.
Il complesso nasce nella città Eskilstuna, in Svezia, come una sorta di centro polivalente. Riunisce quindici negozi differenti specializzati nella vendita di beni recuperati, riparati o ristrutturati. l centro ha un proprio impianto di riciclo dove gli acquirenti possono lasciare gli oggetti di cui si vogliono disfare e ospita spazio educativo che offre un corso annuale in “Progettazione, Riciclo e Riuso.

 

Da 20 bottiglie di plastica nasce una trapunta.

Differenziare non solo si deve fare, ma vale la pena farlo, perché raccolta differenziata e salvaguardia dell’ambiente sono realtà parallele. Lo sviluppo della raccolta differenziata permette di contribuire alla crescita di una nuova concezione del rifiuto che, trasformato, migliora la qualità dell’ambiente e promuove nuovi posti di lavoro.
Per esempio, con solo 20 bottiglie trasformate in ripet, una materia prima riciclata apprezzata per qualità ed economicità, è possibile realizzare il tessuto di una morbidissima e calda trapunta. Con la plastica riciclata si realizzano pezzi per i motorini, con il filo di poliestere ottenuto dal riciclo di Pet si realizzano filati e tessuti per l'arredamento e tanto altro ancora, oggetti di arredo, cassette per la frutta, carrelli per la spesa.

 

Amsterdam: monete di plastica a chi raccoglie la plastica.

Si chiama Wasted il progetto pilota applicato in un quartiere di Amsterdam: per ogni sacco (per lo più di plastica) raccolto dai cittadini che aderiscono al progetto c'è un gettone verde (di plastica) come ricompensa. I gettoni possono essere spesi nei negozi o locali della zona, in modo da incentivare il senso di comunità: si va da un semplice caffè a massaggi Reiki, a sconti su corsi di yoga, bevande, cibo, riparazioni dal meccanico, trattamenti di bellezza e via dicendo.

 

Con la plastica riciclata si fa di tutto.

La frontiera del riciclo della plastica si allarga sempre di più: con la nascita delle stampanti 3D, un inventore inglese, Daniel Edwards, ha ideato Renegade, una penna che utilizza la plastica di bottiglie vuote e altri rifiuti plastificati per creare l’inchiostro delle cartucce per le penne 3D. Il prodotto dovrebbe arrivare presto sul mercato al costo di 99 dollari. La penna è accompagnata da un altro oggetto: Chupa Cut, uno strumento in grado di trasformare le bottiglie vuote in filamenti di plastica da inserire nella penna. Una volta inserite le speciali cartucce dentro Renegade, si potrà scrivere a tre dimensioni, quindi anche in verticale e diagonale, per fare delle mini creazioni artistiche o qualche utensile di uso comune.

 

Taniche di plastica che diventano opere d'arte.

Le taniche che per anni hanno salvato la vita alle popolazioni del Ghana diventano arte grazie alla creatività di Serge Attukwei Clottey. L'artista ghanese recupera i contenitori e realizza delle installazioni per sensibilizzare le comunità locali sull'inquinamento e l'eccesso di rifiuti. Queste taniche ormai in disuso hanno iniziato ad accumularsi lungo le strade e le spiagge. Così 15 anni fa Clottey ha iniziato a raccogliere i contenitori per creare dei dipinti senza pittura. Secondo l’artista, nessuno sta educando le nuove generazioni al rispetto dell’ambiente. La sua speranza è che le sue installazioni di plastica possano contribuire a cambiare la situazione.

1 aprile 2016

Fonte: Greenme.it

 

Protesi ortopediche realizzate con tappi e contenitori di plastica.

Il riciclo della plastica trova sempre nuove applicazioni in tutti i campi.
15 studenti romani, coadiuvati da 20 professionisti volontari e da un gruppo di ragazzi e genitori del corso 3D Making, stanno partecipando a un progetto che prevede la fornitura al Lacor Hospital di Guru (Uganda)e al Centro Caritas di Kenge (Congo)  di un sistema completo per produrre protesi ortopediche con stampanti 3D utilizzando rifiuti di plastica, come tappi e contenitori.

24 marzo 2016

 

Imparare a riciclare a ritmo di rap.

È stata presentata a Roma il 10 marzo la campagna di educazione alla raccolta differenziata e al riciclo che utilizza un brano rap ideato e cantato da un rapper molto amato dai giovani, Marco Lena in arte Blebla.

La campagna “Non mi rifiuto”, patrocinata da ANCI e dal Ministero dell’Ambiente, potrà essere utilizzata da tutti i Comuni italiani per promuovere sul proprio territorio buone pratiche di raccolta e riciclo.

Guarda il video

24 marzo 2016

 

I rifiuti diventano animali nelle opere di Federico Uribe.

Animal Farm è il progetto artistico di Federico Uribe che trasforma mucchi di immondizia in animali, ricordandoci l’importanza del riciclo e del riutilizzo degli oggetti. Grazie alla creatività dell’artista colombiano i rifiuti vivono una seconda vita da “animali”: vecchie suole delle scarpe si trasformano in una mucca, un mucchio di mollette usate acquista le sembianze di un cane, bossoli di proiettili diventano un gufo in volo. Anche la plastica, se smaltita e riciclata correttamente, può diventare trasformarsi in energia o in nuovi oggetti.

27 gennaio 2016

 

Pensionato gallese utilizza lo shopper di plastica Tesco per 34 anni.

In Inghilterra fa discutere la tassa di 5 penny imposta sugli shopper di plastica, mentre il parsimonioso nonno gallese Martin McCaskie è estraneo a questo dibattito avendo usato lo stesso sacchetto di plastica della Tesco per 34 anni.

L’anziano pensionato aveva preso il sacchetto nel lontano 1981, quando la Tesco aveva prodotto lo shopper per commemorare il suo 50° compleanno. Da allora lo ha usato più di 2000 volte.

Il 72enne nonno ha dichiarato al Daily Mail “il mio motto è “non sprecare” “non desiderare”. Io lo tengo sempre piegato nella tasca della giacca sempre pronto tutte le volte che mi serve”.

10 dicembre 2015

 

Scoperto un verme che mangia la plastica e la digerisce.

Un gruppo di ingegneri dell’Università di Stanford ha scoperto, insieme ad alcuni colleghi della Beihang University, che alcuni vermi come le tarme del cibo sono capaci di digerire vari tipi di plastica, producendo come sottoprodotti CO2 e come escrementi vero e proprio suolo ritenuto sicuro per l’utilizzo in agricoltura.

Si tratta di una vera e propria rivoluzione visto l’impatto che crea sull’ambiente la plastica soprattutto quando diventa rifiuto, spesso non smaltito come dovrebbe.

La ricerca ha seguito il filone di precedenti studi in cui si era visto che le “tarme indiane” erano in grado di decomporre materiali come il polietilene grazie ai microorganismi presenti al loro interno, responsabili della digestione degli alimenti.

È stato quindi realizzato un esperimento con il polistirolo, risultato positivo: in laboratorio 100 vermi hanno dimostrato di essere in grado di digerire dai 34 ai 39 milligrammi di polistirolo al giorno, circa il peso di una piccola pillola. Inoltre è stata valutata anche la salute dei vermi sottoposti a questa dieta “alternativa” e si è visto che erano in buone condizioni al pari di quelli abituati a seguire la loro dieta naturale.

Da rinews, 2 Ottobre 2015

 

La festa della birra di Gent sceglie la plastica.

Più leggeri e resistenti del vetro, trasparenti e riutilizzabili più volte: sono i boccali per la birra distribuiti in questi giorni alla Gentse Feesten, la popolare festa che attira ogni anno nella città belga di Gent un milione e mezzo di visitatori. I bicchieri sono prodotti con copoliestere Tritan di Eastman, materiale da tempo utilizzato in applicazioni medicali, imballaggi, casalinghi e articoli per l’infanzia.

La sostituzione del vetro con il copoliestere, strada imboccata da una delle principali mescite della piazza principale di Gent, è giustificata da due ragioni: da un lato migliorare la gestione dei rifiuti, dall’altro ridurre il rischio di ferite e lesioni provocate da bicchieri rotti sparsi nella piazza durante i dieci giorni di baldoria.

I bicchieri, forniti dalla birreria Duvel Moortgat, sono simili anche nella forma ai tradizionali boccali di vetro, fino a riprodurre la D incisa che rappresenta il marchio del birraio belga e origina il tipico gorgoglio inclinando il contenitore. Per sottolineare l’infrangibilità del materiale, sul boccale è scritto “Handle without care”, ovvero "maneggiare senza cura".
I bicchieri, in edizione Festival, possono essere acquistati online nello shop di Duvel, al prezzo di otto euro l’uno.

Da Polimerica, 22 Luglio 2015

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4 paesi asiatici producono circa la metà dei rifiuti plastici che finiscono in mare

L’inquinamento della plastica negli oceani continua a crescere in parallelo con lo sviluppo delle economie del Sud Est asiatico largamente responsabili del problema. Uno studio del 2010 riportava, sorprendentemente, che nonostante la crescita nella produzione e nel consumo di plastica fra il 1996 e il 2008 non si osservava, nelle aree di maggior produzione, Europa e Nord America, alcun aumento dell’inquinamento marino. Il rapporto “Confronting Ocean Plastic Pollution at the Global Level”, presentato alla conferenza “SustPack 2015” a Orlando negli USA, dimostrava invece che l’inquinamento da plastica negli oceani stava rapidamente crescendo e che la responsabilità del  49% dei rifiuti è di soli 4 paesi: Cina, Indonesia, Filippine e Vietnam.
Il commento che si può fare al riguardo è che è evidente che la corretta gestione dei rifiuti fa la differenza.


Le sterline diventano di plastica

La Clydesdale Bank, una delle tre banche scozzesi autorizzate a stampare banconote, sta mettendo in circolazione le prime sterline di plastica. Si tratta di banconote da cinque pound fatte di polimeri che assicurano una maggiore resistenza e sicurezza rispetto a quelle classiche di carta. A partire dal 2016 anche la Bank of England introdurrà le banconote di plastica, nel taglio da cinque e dieci sterline.


Il ponte di plastica più grande del mondo con 157mila bottiglie riciclate

In Romania è stato costruito un ponte di 23 metri di lunghezza utilizzando 157mila bottiglie di plastica tenute insieme da cavi. La costruzione è stata possibile grazie all'azione di 500 volontari che si sono dedicati alla raccolta delle bottiglie. Il ponte è in grado di reggere il peso di 200 persone. Questo monumento al riciclaggio è il più grande ponte in plastica del mondo, ma non è il primo, ci sono esempi più piccoli negli Stati Uniti e in Scozia.


Purificare le acque con i tappi di plastica

Un'azienda nata come spin-off dell'Università di Pavia ha trovato un geniale sistema per purificare le acque di risulta a costi più ridotti rispetto ai metodi tradizionali impiegando tappi di plastica. I tappi vengono inseriti in un cestello di acciaio collocato in una vasca dove confluiscono le acque da depurare. Mentre il cestello ruota i tappi vengono colonizzati da comunità di microrganismi che rimuovono le impurità. Dopo tre settimane le acque reflue rientrano nei parametri di legge e possono essere rilasciate negli scarichi.


Parigi sceglie gli inceneritori

Lo smaltimento dei rifiuti a Parigi è basato in gran parte sul trattamento termico.I rifiuti conferiti negli inceneritori vengono infatti rivalorizzati attraverso cogenerazione per la produzione di calore ed elettricità.


I batteri che fanno la plastica

L'azienda Bio-on ha brevettato Minerv-Pha, una plastica biodegradibile di origine completamente naturale perché prodotta da colonie di batteri nutriti con scarti di barbabietola e canna da zucchero che troverà impiego ideale nei componenti delle auto.


Le stoviglie di plastica nel rispetto dell'ambiente

Grazie all'accordo siglato tra ANCI e CONAI dal 1° maggio 2012 piatti e bicchieri di plastica sono ammessi nella raccolta differenziata nella frazione plastica. Questa disciplina, che regolamenta in modo corretto il fine-vita delle stoviglie di plastica, è stata adottata a 7.300 comuni italiani che ne potranno trarre beneficio sotto il profilo ambientale e aumentare i corrispettivi ricevuti a fronte el materiale correttamente conferito.


L'igiene alimentare ha quasi un secolo

Il bicchiere monouso prodotto in serie è stato inventato negli Stati Uniti nel 1915 in sostituzione delle tazze usate da più persone per bere nei luoghi pubblici.
Una piccola rivoluzione semplice ed economica per impedire la trasmissione di malattie. Da quasi un secolo uno dei principali vantaggi delle stoviglie monouso è proprio l'igiene. In Europa sono 3 milioni i bar, i fast food e gli altri servizi di ristorazione che servono 21.000 pasti al secondo utilizzando imballaggi e stoviglie monouso.


Stoviglie monouso protagoniste

L'utilizzo di stoviglie monouso In occasione dei grandi eventi collettivi - gare sportive, festival culturali, concerti, servizi di ristorazione sui mezzi di trasporto, negli ospedali, nelle mense scolastiche e in tutte le situazioni di emergenza - è una ormai scelta obbligata per garantire igiene e sicurezza.


Monouso contro multiuso

I consumi alimentari fuori casa richiedono praticità e igiene, ma dal punto di vista dell'impatto ambientale come risulta il confronto fra monouso e multiuso riutilizzabile? Uno studio dell'Organizzazione Olandese per la Ricerca Scientifica Applicata dimostra che, se riciclati, i bicchieri monouso dei distributori automatici, sono meno dannosi per l'ambiente rispetto alle alternative riutilizzabili. L'energia per la produzione dei prodotti riutilizzabili in vetro o ceramica e i lavaggi che questi richiedono per essere riusati sono fattori che impattano pesantemente sull'ambiente.